Storia vera batte fantasia

Storie vere, antonella di martino

La prima volta che ho letto Un ultimo abbraccio, il racconto di Antonella di Martino sono rimasta a dir poco basita: l’autrice aveva premesso di essersi ispirata ad una storia vera.
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Coltivare la memoria, coltivare la morale

giornata della memoria sam nasim

Come dicevo stamattina su Facebook, sono stanca di quello che leggo nei social, nei forum, nei commenti a post di qualsivoglia genere. Quella che spesso consideriamo maleducazione, un trollare inutile e stupido, è invece un classico modus operandi della violenza, del violento.
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Buon Natale e nulla più

vintage xmas

Nostalgici dei natali mai vissuti a me! Mi sto crogiolando in Angeli con la pistola, Le campane di Santa Maria, La vita è meravigliosa, Il miracolo della 34ª strada, Scrivimi fermo posta e tutti i film che vedevo da bambina e che mi ricordano il Natale, compreso Sette spose per sette fratelli e naturalmente A Christmas Carol nelle sue mille variazioni.

Quest’anno ho deciso di fare il pieno di gioia e, onestamente, di semplicità e non sto parlando della decrescita felice. Sto parlando del semplice vivere gli eventi senza pensare a come condividerli o raccontarli o ammantarli di filtri per farli sembrare ancora più magici.

Quest’anno silenzio. Come quando cade la neve e tutto il mondo sembra riposare. Lo sappiamo benissimo che il mondo non riposa e il dolore neanche e la guerra neanche. Ma per un attimo voglio fermarmi e raccogliere un po’ di pace e ricordare a me stessa il senso di tutto questo e ricordare a me stessa…ma no, ma no..bloggercreativa, fai silenzio…

Foto | Zellaby via photopin cc

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A me le distopie!

Credo che poche persone sappiano quanto io legga durante un anno, ma che dico un anno, un mese, una settimana! Negli ultimi dieci giorni ho divorato molti libri, complice una serie di malesseri di stagione che mi costringevano a letto o a nottate insonni.

Ora, negli ultimi anni ho dovuto accantonare la mia passione per la fantascienza e mi capita di recuperarla a singhiozzi curiosando tra i romanzi dedicati ad un pubblico più giovane. Ho così notato che è in aumento la passione per i racconti distopici ovvero per le utopie negative.
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Erickson, un bell’aiuto

A me piace regalare libri a Natale, anche se sto attenta a regalarli a chi li ama, naturalmente. Allo stesso modo, cerco di assecondare i gusti del lettore interessato. A volte, il destinatario del regalo non è una persona, ma una biblioteca.

Oggi vi suggerisco tre volumi Erickson da regalare alle maestre o alla biblioteca di scuola (ma potete leggerli anche voi per saperne di più). Si tratta di tre novità di grande formato (21 x 29,7 cm) legate alla scrittura, alle emozioni, alla sindrome di Asperger.

Sono rimasta piacevolmente colpita da questi volumi perché di facile accesso sia per gli insegnanti che per i genitori. Le spiegazioni sono chiare e altrettanto lo sono le schede di lavoro, corredate sempre da disegni simpatici e di facile interpretazione.
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Che bello essere noi, disse Lella Costa

non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro sì

Ecco, quando parlo di questa canzone tra donne me ne esco con: “Col cavolo che ti diremo un altro sì!” e procedo a smontare la canzone e i luoghi comuni a valanga (portaci le rose e ti diremo un’altro sì? cambiamo in attesa di chi potrà arrivare?). Salvo solo le notti bianche e certe giornate amare lascia stare.

È più forte di me, lo faccio anche con altre canzoni, altri autori, testi letterari e, naturalmente, le reazioni di chi mi ascolta non sono mai positive. Neanche se sto conversando con delle donne. Sembra che rose rosse, sofferenze silenziose, matrimoni romantici, siano intoccabili.

Avete presente il film Don Juan de Marco con Marlon Brando, Faye Dunaway e Jhonny Depp? C’è una scena in cui Brando, calmo lui, tranquillo, si rende conto, finalmente della donna che ha accanto e le dice (riporto la conversazione quasi per intero):
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Mormoni, Natale e comunicazione

Gira in rete con #CondividereilDono questo video prodotto dalla Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni. Li denominiamo e si denominano comunemente mormoni (dal nome del profeta Mormon, il cui libro il fondatore della Chiesa disse di aver ritrovato e tradotto in inglese). Ora, non sono qui per discutere di fede o di teologia di autenticità storica dei documenti, ma dell’effetto che fa questo video.

Quando ero una zelante cattolica e frequentavo gruppi di formazione biblica, mi sono resa conto che molte confessioni religiose sapevano comunicare meglio della Chiesa cattolica. Tanto che a volte usavamo film di matrice protestante per affrontare temi importanti. Questo video, come molti opuscoli, compresi quelli dei Testimoni di Geova, centra il messaggio.
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Parlare di morte, d’amore, di ciccia

fantasma ghots

Non conoscevo la canzone All about the Bass finché, qualche giorno fa, non me l’ha consigliata un mio carissimo amico. Lui la canta e la balla con i suoi due bambini e ha pensato potesse piacere alla mia. In effetti, sono sempre a caccia di nuove canzoni da poter condividere con mia figlia e se poi mi danno l’opportunità di affrontare temi per lei sempre più importanti, ben vengano.
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Libro di carta batte ebook

love toys giunti

Ci sono delle combinazioni vincenti, per quanto riguarda il cartaceo, che l’ebook non potrà mai eguagliare. Dovevo recensire per una rubrica di libri l’ultima novità di casa Giunti (nelle librerie dal 12 novembre): Love toys. L’ho poi passato ad una amica che aveva bisogno di risollevare un po’ il suo umore e ha funzionato.

La carta vincente di questo prodotto è proprio quella sensoriale. La vista è colpita dal rosso fuoco/opaco del cofanetto e della copertina del libro. L’odore, facile a dirsi, è quello della carta appena stampata. Il tatto è appagato dalle superfici ruvide, che trasmettono più calore delle copertine patinate. Per tutti gli altri sensi, beh per quelli c’è il gadget in regalo: un rossetto vibrante.
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Hannah e Ada, che combinazione!

Hannah Arendt

Chi è la donna in apertura di post? No, non è Ada Lovelace. Ieri sera ero stanchissima e avevo dunque deciso di rimandare a stamattina la stesura del post in occasione dell’Ada Lovelace Day. Sapevo però che avrei collegato la figura di Ada, matematica inglese dell’800, prima programmatrice, esperta di algoritmi e prototipi del computer, a quella di Hannah Arendt, filosofa del novecento (1906-1975).
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