In principio fu Jane

Jane chi? La protagonista di Drop Dead Diva, naturalmente. La serie tv, giunta alla sesta stagione, racconta la vicenda di Deb, aspirante modella, che dopo una morte improvvisa si reincarna nel corpo dell’avvocatessa Jane. Un corpo di molte taglie più grande del suo.

Il mio lato precisino e criticone mi suggerisce che c’è ancora molto da fare nel mondo della rappresentazione del corpo e delle donne. Anche qui infatti viene coltivato lo stereotipo modella deficiente/curvy intelligente. Stereotipo pericolosissimo.

Tuttavia, la serie tv ha un innegabile pregio. La protagonista, interpretata da Brooke Elliott, è over size, in carriera, intelligente, divertente, piena di fascino. Le donne e gli uomini che seguono le sue storie si abituano a considerare vincente una tipologia di donna solitamente sottovalutata quando non scartata da molti contesti sociali.

Ho cercato altri telefilm come questo. Mi sono imbattuta in storie molto diverse. La prima è Super fun night, interpretata da Rebel Wilson.

La seconda è My Mad Fat Diary, interpretata da Sharon Rooney e tratta dalla storia vera di Rae (Rachel) Earl, ricoverata per quattro mesi in un ospedale psichiatrico a soli sedici anni.

Ne parlerò più diffusamente su Donne con le curve e magari andrò a rispolverare la mia passione per l’avvocatessa over size di The Practice, Camryn Manheim.

Suggerimenti?

2 commenti

Archiviato in Donne in rete

Ma è lettura?

Gli ebook e i libri pensati per i tablet e le ricerche del Mit sul Sensory Fiction (una sorta di giubbotto collegato ad un libro per ricevere sensazioni dal testo) mi chiamano in causa prima di tutto come lettrice.

Può chiamarsi ancora lettura un processo nel quale le immagini suggerite dallo scrittore e le sensazioni che ne derivano sono state selezionate e codificate per noi da una terza persona o addirittura da un team creativo?

La relazione tra lettore e scrittore è solitamente monogamica. Non ci possono essere intrusi. Il terzo arriva a lettura avvenuta, per un confronto ed è sempre sorprendente scoprire come a partire da una stessa descrizione si ottengano immagini mentali diverse.
Continua a leggere

2 commenti

Archiviato in Letture

O leggi o vivi

woman reading by moriza

Passate più tempo a vivere o a leggere? Vale la pena perdere tempo con un libro quando c’è una giornata da vivere? Oggi ripensavo a questo dilemma grazie ad un post di Stimadidanno che cita Bernard Friot

 

Leggere rappresenta il minimo sforzo. Durante la lettura, il corpo, immobile, rilassato, steso sul letto, si dissolve, si fa dimenticare.
Leggo per pigrizia di vivere. Ci vuole così poca energia per leggere, e tanta per vivere. Leggo voltando la schiena, per sfuggire gli sguardi e scomparire tra le righe.

Mi sono sempre interrogata sul senso della lettura in quanto lettrice forte, da sempre. Vedevo i miei amici vivere mentre io mi inabissavo in romanzi e racconti. A dire la verità, se non me lo avessero fatto notare non avrei mai sviluppato l’idea di essere una che non vive. Temo dunque che le domande iniziali siano poste in modo scorretto.
Continua a leggere

3 commenti

Archiviato in Letture

Lo psicologo e la #giornatadellafelicità

psicoterapia

Ieri in televisione davano Il sesto senso, con Bruce Willis e ho pensato al “mio” psicologo. No, non è morto, ma è un tipo alquanto particolare (tranquilli che sa cosa penso di lui). La prima volta che l’ho incontrato è stato dopo la nascita di mia figlia. I miei attacchi di ansia e panico stavano tornando e a seguire anche una leggerissima depressione. La mia fortuna è stata rendermene conto e chiedere aiuto.

Il secondo colpo di fortuna è stato incontrare il giusto terapeuta. Il primo dopo la nascita di mia figlia. Prima avevo tentato già un percorso, perché l’ansia mi accompagna da anni e stava incidendo sulla qualità della mia vita. Sulla mia strada ho incontrato professionisti cui avrei tolto questo titolo e terapeuti che semplicemente non facevano per me. Già. A volte non è questione di bravura ma semplicemente di non “prendersi”.
Continua a leggere

6 commenti

Archiviato in Diario

#losguardodeglialtri e lo specchio inaspettato

#losguardodeglialtri

Il 21 marzo è la Giornata mondiale della sindrome di Down e il mio pensiero va ad un bimbo che frequentava lo stesso asilo nido di mia figlia. Erano in classe insieme. Non era la prima persona con sindrome di Down che conoscevo, ma era la prima che incontravo da mamma e con la sua di mamma abbiamo affrontato discorsi seri, serissimi.

Un giorno mi ha raccontato delle sue paure, del dolore che provava e aveva già provato di fronte ad una serie di interventi, ma poi ha subito aggiunto: quando però conquista una tappa in più (colorare, camminare, parlare) la mia felicità è incommensurabile. Continua a leggere

3 commenti

Archiviato in Diario

#nonditeloaigrandi, ma io amavo toccare i libri

#nonditeloaigrandi

Ditemi voi come posso scegliere un libro fra i tanti della mia infanzia e della mia giovinezza. Il passaggio di testimone, che comincia con mia figlia, a casa, ha una sfumatura tutta fisica e non legata ad un singolo volume. Cosa posso dire a chi sta appena cominciando il suo viaggio?

Entra in libreria piccola lettrice o in biblioteca e prima ancora di saper leggere affonda il naso tra gli odori e lo sguardo tra i colori e le mani tra le pagine nuove o quelle ingiallite (che siano mani pulite e rispettose). Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Diario

Donne con le curve ovvero buttati che è morbido

donne con le curve

Questo simpatico disegno è stato realizzato da Giorgia Marino, autrice del blog Morbida, la vita e ideatrice della rivista Donne con le curve. È carino sentirsi/vedersi così (mi sa che per corrispondere meglio al disegno mi farò le mèche).

La prima volta che ho sentito parlare del mondo curvy m’è venuta un’espressione perplessa. Ha senso rivendicare con orgoglio la propria ciccia? Non rischiamo una pericolosa contrapposizione tra mondo delle curve e mondo degli spigoli?

Poi, come editore, mi sono ritrovata a preparare un ebook che parla degli stereotipi femminili e come blogger ho avuto un piccolo spazio sulla neonata ma lanciatissima rivista Donne con le curve. Sapete però qual è stata la scoperta più importante?

Continua a leggere

2 commenti

Archiviato in Donne in rete, Lazy Book

È la violenza il problema

emozioni

 

Barbara Damiano ha condiviso proprio stamattina lo status della casa editrice Lo stampatello, aggredita verbalmente perché promotrice di un temibile “omosessualismo”. Ci sarebbe da ridere anche quando c’è da piangere di fronte all’ignoranza dei commenti e delle argomentazioni. Persone che dicono di amare la vita, gli animali, i propri figli e che poi inneggiano alla morte altrui, minacciano azioni violente, insultano pesantemente contribuendo ad un clima di violenza. Perché di violenza si tratta, non di ignoranza.

Mia nonna era “ignorante”, ma non avrebbe fatto violenza ad una persona con idee diverse dalle sue. Conosco molta gente istruita, con tanto di laurea. Anche gente che viaggia. Gente che legge. Gente violenta, però, che per affermare se stessa ha bisogno di calpestare il prossimo. Vedo  pagine Facebook che inneggiano all’odio per qualsiasi cosa: squadra di calcio, orientamento sessuale, aborto, contraccezione e poi “semplicemente” persone con  peso diverso, vestite in modo non trendy, che mangiano troppa carne o mangiano solo verdure, che allattano artificialmente, che seguono/non seguono un’alimentazione biologica. Insomma ogni motivo è buono per aggredire.

Continua a leggere

1 commento

Archiviato in Diario

The novelist

the novelist

Dan Kaplan è uno scrittore a caccia di ispirazione. Per ritrovarla si è rintanato con moglie e figlio in una casa isolata. Dovrebbe riuscire così a concentrarsi, ma al contrario la famiglia entra in crisi e il suo romanzo non procede. Chi potrà aiutarlo? Chi sarà la sua musa? Chi riuscirà a comprendere le esigenze dei vari membri della famiglia e a conciliarle tra di loro? Proprio tu. Sì, tu che stai leggendo il post.

Dan Kaplan è infatti il protagonista di un video gioco inusuale intitolato The Novelist. Come potete facilmente immaginare non avrete certo l’adrenalina a mille mentre interagite con gli ambienti, con il personaggio e con la sua famiglia. Quindi se siete amanti di Halo, magari lasciate perdere. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Lazy Book, News, Web 2.0

Di selfie e di paure

selfie banana
Pensavo da tempo ad un secondo post sui selfie, perché nel primo avevo riflettuto più che altro sui consigli dati ai “selfisti”, sull’uso dei filtri, sulle pose, su come scattare insomma, tanto per cambiare, una foto perfetta e uguale a tante altre.

Nel frattempo mi sono imbattuta: in selfie studiatissimi;  in post che ne discutono l’inutilità o il vuoto; ne La grande bellezza di Sorrentino (in una scena il protagonista scorre le foto e gli autoscatti che un presunto artista ha realizzato in ogni singolo giorno della sua vita).

Oggi metto da parte le amenità relative a questa nuova modalità di autoscatto/autoritratto per parlare invece del perché trovo che i selfie siano una gran cosa e per farlo devo andare molto sul personale.

Continua a leggere

2 commenti

Archiviato in Comunicazione e stranezze, Web 2.0