
Parliamo di Rossella Urru, scomparsa in Algeria, rapita, lo scorso autunno. Scomparsa non solo dal luogo in cui stava lavorando come volontaria, ma anche dai media italiani, dalla soglia di attenzione che siamo bravi a riservare a molte, diciamolo pure, stupidaggini.
Non parliamo solo di lei oggi, però: parliamo degli altri volontari, italiani e non, scomparsi insieme a lei.
Parliamo di alcune donne che nel Web si sono stancate di aspettare e hanno lanciato l’iniziativa del Blogging Day. Parliamo di donne che hanno reso Rossella una presenza costante nella loro bacheca FB finché non mi sono decisa a capire chi fosse questa ragazza. La rete è una magnifica cassa di risonanza.
Ci siamo indignati per la clausola 10 del contratto Rai (che praticamente prevedeva il licenziamento causa gravidanza). Si è scatenato il putiferio e alla fine la Rai ha fatto retromarcia.
Ci stiamo indignando per i comitati No Tav e per come molte notizie vengono taciute (e sparpagliamo in rete dati e filmati sconosciuti o passati sotto tono).
Stiamo cominciando a capire come, attraverso la nostra presenza online, possiamo modificare la realtà, incidere pesantemente su questa. E’ il momento di lasciare da parte le filosofie e di fare qualcosa di concreto, anche quando si tratta di un piccolo post lanciato nel web.
L’importante è che questi passi siano solo i primi verso la conquista del nostro pezzo di mondo e di coscienza.


