Scaricare o non scaricare: di Wired, Megaupload e di quello che faccio io

avviso chiusura megaupload

Il grande, sì proprio grande fisicamente, Kim Dotcom, fondatore di Megaupload è stato rilasciato su cauzione. Dal giorno del suo arresto, sono scomparsi dalla rete moltissimi film e serie tv e in rete c’è un po’ di agitazione. Molti di noi sono corsi ai ripari cercando fonti alternative, altri si sono sprecati in conversazioni sulla liceità dello scaricamento.

Tra questi, dalle pagine di Wired, anche Matteo Bordone e Andrea Girolami. Secondo Bordone lo scaricamento è furto; secondo Girolami è inutile che Bordone se la tiri pensando che è meno furto se avviene in piccoli club di intenditori che si scambiano chicche.

La realtà è che il mondo del Web ha rivoluzionato tutto. Dice Girolami:

Dal baratto siamo passati al denaro, da questo forse ad uno scambio nuovo ancora difficilmente misurabile ma di cui tutti percepiamo l’esistenza. Qualche anno fa si chiamava passaparola, poi buzz, oggi like domani chissà. Di certo l’universo creato da property come Lost, Mad Men (o in Italia una serie come Boris) ha saputo trarre vantaggio dalla propria enorme diffusione online, anche illecita. Nella sua bruttezza il product placement è assurto a nuova strategia di finanziamento globale per cui “più gente vedrà quella puntata più chi ha messo i soldi sarà contento”, poco importa in che maniera avverrà. Per non parlare della realizzazione di prodotti correlati: dal merchandising fino ai film in sala, come accaduto di recente anche da noi con il caso I Soliti Idioti che ha potuto trionfare al botteghino solo grazie alle milioni di visualizzazioni prodotte online.

Io sono onestamente combattuta (forse dovrei dire illegalmente): la questione del diritto d’autore è delicata e non tutti i prodotti si prestano ad una diffusione e/o sviluppo di merchandising tale da giustificare lo scaricamento a manetta.

D’altra parte, come consumatrice, ho speso talmente tanti soldi restando poi delusa dell’acquisto (parlo di libri e cd in particolare) che per anni ho rinunciato ad acquistare. Poter scaricare e leggere in anteprima o ascoltare un cd di un gruppo mai sentito mi ha riportata, come dire, allo shopping.

D’accordo, la Meyer ha perso un’acquirente (ho letto tre pagine e ho risparmiato i soldi). Ha sicuramente però trovato molti lettori ed estimatori tramite il percorso del file sharing. Ricordiamoci, parlando di saggi e romanzi, che non in tutte le città ci sono biblioteche pubbliche funzionanti o club del libro in cui magari scambiarsi i volumi.

Senza contare che se compro un libro di carta e voglio l’eBook devo acquistarlo a parte, che se compro un bel film, ogni volta che ne migliorano la qualità (nuove scene! rimasterizzazion! contenuti speciali! Blue ray!) devo decidere se tenere la versione precedente o comprare un nuovo cofanetto.

Finisco nel girone degli Ignavi dicendo che forse ci sono modi diversi di usare la possibilità di vedere in streaming dei film o di scaricare libri e musica? Posso scaricare, poi comprare per me o da regalare ciò che mi è piaciuto. Posso scaricare di tutto di più senza mai comprare niente.

Questo legalmente non assolve nessuno, evidentemente. Però non mi sembra un problema nuovissimo: chi si ricorda i giri di cassette tratti dagli LP? Certo il fenomeno era di dimensioni assai più modeste. Mi venite incontro? Mi date la vostra opinione in merito?

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