
Personal Branding, a cura di Luigi Centenaro e Tommaso Sorchiotti, è stato il primo blog suggeritomi da un’amica che voleva aiutarmi a crescere professionalmente. Dopo aver dato un’occhiata al sito, ho comprato il libro omonimo pubblicato da Hoepli (non sono così geek da fare a meno della carta).
Mentre l’amica blogger cercava di sintetizzarmi i consigli dei due strategist, una seconda amica ne diceva peste e corna perché trovava inaccettabile pensare a se stessa come ad un prodotto o ad un marchio.
É passato quasi un anno da allora e ho capito che ragionare di Personal Branding all’europea ha dei vantaggi maggiori rispetto al classico ragionamento da corso di formazione da multinazionale.
Non so se avete presente quei corsi motivazionali in cui ti fanno camminare sui carboni ardenti così ti rendi conto delle tue potenzialità. Quei corsi/manuali in cui ti insegnano come vestire, come stringere la mano, come comunicare il prodotto e come comunicare se stessi come prodotto.
Il Personal Branding che invece sta affascinando i blogger è di tutt’altro stampo e punta alla valorizzazione delle proprie peculiarità. Certo, per poterci rendere riconoscibili, per esportare la nostra specificità nella fagocitante ragnatela dobbiamo prima capire come siamo fatti.
Una sorta di mini percorso involontariamente terapeutico, alla fine del quale, blog o meno, marchio o meno, ci sentiremo meglio avendo scoperto che anche noi, per dirla con un noto marchio, valiamo.
Detto questo, sarebbe interessante censire tutti coloro che hanno attinto a piene mani dal lavoro di Centenaro e di Sorchiotti per diventare guru della divulgazione dei concetti base del personal branding. Una contraddizione in termini, ma tant’è, anche questo serve alla rete, anche questo dimostra che i due hanno centrato il punto.
Foto | IvanWalsh.com


